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    Giugno 2020

    Lavorare durante l’emergenza Coronavirus

    Dall’impronta ambientale alla riciclabilità

    Quale è stata la sfida per Termoplast durante il periodo di emergenza sanitaria?

    Le sfide sono state tante. Forse la più ardua è stata mantenere sangue freddo e trasmettere serenità a tutti i dipendenti. Quando tutto è iniziato si è inevitabilmente creata una situazione di panico che anche noi della proprietà abbiamo onestamente faticato nel gestire. Abbiamo però preso di petto il problema e grazie ai rapporti con i nostri collaboratori abbiamo adottato in un tempo brevissimo tutte le precauzioni per permettere loro di lavorare nella più totale sicurezza, senza timori. Altra sfida, non di secondaria importanza, è stata garantire a tutti i nostri clienti le forniture che, sia in ambito food, pharma e medicale, sono cresciute in maniera esponenziale rispetto alla normalità. Riuscire a far fronte ad ingenti richieste con personale in forze ridotte è stata una sfida organizzativa e umana davvero impegnativa.

    Quali sono i problemi su cui avete maggiormente dovuto lavorare?

    Fornire in tempi immediati tutte le precauzioni e sistemi di sicurezza al personale. Abbiamo da subito attuato una crisis management organizzando turni e aree di lavoro in modo di garantire totale sicurezza. Abbiamo inoltre ritenuto opportuno concedere un aumento di stipendio a tutti coloro che hanno offerto massima disponibilità e dedizione al lavoro. Il nostro compito è stato farli sentire protetti come in casa loro.

    Quale è la caratteristica che vi ha permesso di vincere la sfida?

    Non vogliamo certo peccare di presunzione ma il fatto di avere una struttura virtuosa e solida ed una buona reputazione sul mercato ha fatto sì che non soffrissimo in alcun modo di mancanza di materia prima, dovuta alla straordinaria situazione del petrolio che ha portato alla carenza sul mercato di etilene, appunto suo derivato, impiegato nella produzione dei polimeri da noi utilizzati. Vorrei comunque ringraziare la nostra organizzazione interna che ha permesso di accogliere tutte le richieste dei clienti senza penalizzarne alcuno, anche con orari di lavoro straordinari nei riguardi della salute personale, pur sempre rispettando i nostri alti standard di qualità.

    In cosa Termoplast è convinta di aver dato un sostegno ai suoi clienti?

    Crediamo che aver organizzato sistemi di trasporto alternativi e/o eccezionali, senza gravare sui nostri clienti per i costi talvolta raddoppiati, sia stato un plus. Non sono ovviamente mancati alcuni ritardi ma riteniamo di aver adempito al meglio nei servizi ai nostri partner.

    Quali sono le criticità del contesto che questa crisi ha messo in evidenza?

    Beh, potremo spaziare dalle inadempienze del nostro sistema politico, burocratico, bancario…ma ciò che è davvero importa è che sono emerse problematiche sistemiche che hanno colpito moltissime realtà imprenditoriali, lasciandole isolate e nel peggiore dei casi costringendole a chiudere. Ad oggi la maggior parte non ha ricevuto gli aiuti promessi e rischiano di non potersi più rialzare.

    Cosa avete imparato di nuovo da questa esperienza?

    Sicuramente quanto “da soli” siamo fragili e quanto tra di noi siamo interconnessi, quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri, in termini lavorativi e a livello personale. Abbiamo anche imparato il valore dei dettagli quotidiani che creano contatto e che davamo per scontati: mai come ora ci si rende conto di quanto fosse importante, anche a conclusione di un contratto o per un banale saluto, una semplice e umana stretta di mano.